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 NewsLetter 

Blog collettivo fondato e coordinato da Nando Cianci - Anno VI   -  Articoli di Luglio 2022

GUERRA1NANDO FARIn un libro di alcuni anni fa[1], Paolo Gallina ricorre alla metafora della zattera per spiegare come il nostro coinvolgimento emotivo riguardo ai fatti che accadono nel mondo e a quel che succede agli uomini decresca man mano che ci allontaniamo dalla immediatezza del nostro vissuto.
Ognuno di noi, dice, naviga con una sua zattera nell’oceano della vita, e perciò in balia delle correnti.  Al centro di essa, vicino a noi e ben assicurati, viaggiano i familiari più stretti e quelli con cui pratichiamo affetti quotidiani. Poi, man mano che procediamo verso i margini esterni si collocano, in posizione di minor sicurezza, esseri, animati o anche non, a seconda del posto che hanno nella nostra vita. In definitiva: «L’empatia che siamo in grado di secernere nella nostra mente è inversamente proporzionale alla distanza della persona (oggetto o concetto) dal baricentro»[2].
Accade, inoltre che, non essendo infinite le dimensioni della zattera, tutti quelli che non sono riusciti a trovarvi posto ne rimangano fuori. La scelta di chi far salire, infine, è fatta da ognuno di noi riguardo alla sua personale zattera, ma tale scelta non si effettua solo (e forse neanche nella parte maggiore) a livello conscio.
Questo modo di funzionare della nostra psiche non è granché utile a spiegare l’origine della guerra scatenata in questa settimana dalla Russia. Per far ciò occorrerebbe inoltrarsi nella geopolitica, nell’economia, nei sistemi politici e nei meccanismi con i quali, al loro interno, vengono prese le decisioni, nella storia delle relazioni tra i popoli, nella dinamica dello scacchiere internazionale e in altro ancora. Ma quel funzionamento è perfettamente noto agli strateghi dell’informazione che, anche qui in Occidente, concentrano i riflettori in modo monotematico e quasi ossessivo sugli effetti disumani di un conflitto che, pur non essendo l’unico al mondo, si svolge praticamente alle nostre porte.

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