POVERA LINGUA NOSTRA
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- Categoria: Umane Genti
- Pubblicato: Sabato, 24 Settembre 2022 09:23
- Scritto da Nando Cianci
Pur armandosi di una forte dose di buon senso, riesce alquanto difficoltoso spiegarsi per quale ragione una parte consistente dei frequentatori di social si ostina a disputare puntigliosamente su argomenti di cui non sa assolutamente nulla.
Una prima riposta può forse individuarsi nel fatto che, affermando con vigore, e a volte con ferocia, la propria opinione ci si vuol sentire forti e sulla cresta dell’onda. In un mondo mediatico che – proponendo modelli di ricchezza, bellezza e fama irraggiungibili – produce continue frustrazioni[1], da qualche parte bisogna pur cominciare per costruire la propria autostima. Quando non si ha di meglio, lo si fa ora identificandosi con le gioie, i dolori e le angosce di una testa coronata, ora immaginandosi di essere l’eroe di una qualche Resistenza in corso nel mondo, ora pugnando con intrepido coraggio per affermare che le cose stanno come il proprio inarrivabile io scrive sui social, con il necessario corollario che chi si oppone ad una tal verità non può che essere annoverato tra i portatori di pesante deficit cognitivo.




Le celebrazioni di ricorrenze entrate nel calendario civile viaggiano spesso con un doppio carico. Da un lato, solennizzando una data, si tenta di estrarre dagli avvenimenti che essa ricorda un insieme di valori che si ritiene ancora fondanti della comunità e di trasmetterli alle generazioni che sono venute dopo. Anche per inquadrare in una luce più concreta conquiste civili e sociali (la libertà, prima fra tutte) vissute poi come dati di fatto, quasi elargiti dalla natura, e non come frutto di rivolgimenti storici dall’elevato costo umano.