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 NewsLetter 

Blog collettivo fondato e coordinato da Nando Cianci - Anno VI   -  Articoli di Settembre 2022

AMAMI ALFREDO/6

RDIO ANTICA(ROMANZO POPOLARE)

 Il giorno dopo, presto presto Sara tornò a casa di Annarella a lei chiedendo se per caso le serviva qualcosa ed intanto adocchiando se mai intravedere Alfredo. 

ROMANZO POPOLARE

 Nulla avvistando, tornò colà a sera e, prima che Annarella prendesse ciacola, dritto dritto domandò:

-E Alfredo?

-Ha partite.

-E’ andato a lavorare?

-Proprio nu bbelle lavore.

-Sarebbe?

-Lu minatore.

-Addò?

-A Marisinella.

-A Marisinella...?

-A lu Belge, zia sé’.

Sordomuto e greve le piombò un macigno. “Parlami d’amore Mariù…” - cantava la radio, intanto, luminosa e scritta sul vetro (“Melbourne”, “Brazzaville”…).

Il mondo aperto stava e infinito.

Anche il dolore, che presto corse a Sara fuggita al silenzio come ad un segreto privilegio.

“Fred, come la rondine va al suo tetto, così una sera verrò a cercarti ed allora il mio povero cuor ritroverà il suo nido”, azzardò a scrivere sul libretto dei versi. Ma più spesso copiava, non li capiva. Ne sentiva il fremito e le appartenevano: “Com’è che i sogni ti abbandonano? / E nemmeno hai più parole / del cuore sulle labbra”...

 

Aveva appena finito di copiare, un giorno, che le si incarnò il presentimento:

Un tragico incendio si è verificato in una miniera del Belgio – disse la radio. Dopo vani tentativi di soccorrere i minatori, rimasti intrappolati a centinaia di metri di profondità, uno dei soccorritori è risalito ed ha dichiarato in lingua italiana: ‘Tutti cadaveri’ “.

Era Marisinella. I morti tanti, più assai l’Abruzzo e senza nomi. Neanche si sapeva di Alfredo.

Allora a Sara si presentò il Male. E lei gli disse che mo’ non poteva essere stato per punizione, perché quei minatori erano andati lì per sfamare le creature (pensava alle mogli in lutto, ora, ai figli piccoli, e per immaginazione le tracimava il petto).

E’ stato lo Scampaforca, certo! Ma perché?!

Il Male taceva. Eppure era convinta, Sara, che la risposta l’avrebbe guarito.

DONNA ANZIANADopo il secondo giorno venne la seconda notte, e lei non chiuse occhio. Prese il libretto. Lesse: Ecco scrivo, cari piccoli. Non ho tendine né osso che non dica in nota acuta: “Più non posso”. Sentiva da quelle parole illuminarsi l’io interiore.

Allora finalmente le venne il sonno. Sognò le prime luci dell’alba e in quell’ora vedere lei una grande novità. Se bella o brutta non si sa.

Al risveglio: “S’è fatto giorno siamo entrati anche noi con le scarpe e le facce che avevamo”, ripeté alla meno peggio. Era di uno che si chiamava Rocco.

Si ricordò del sogno. Si alzò, aprì la finestra e guardò il cielo: un mantello di rose, la Madonna sopra la terra nera.

“Che posso darle?”, si chiese la ragazza.

Ci pensò e le diede un sospiro.

Poi, fidente, si sedette ad aspettare la grande novità.

 

SANDRO CIANCI  (Continua)

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