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 NewsLetter 

Blog collettivo fondato e coordinato da Nando Cianci - Anno V

AMAMI ALFREDO/3

nuvole sottilrosaROMANZO POPOLARE
(TERZA PUNTATA)

              di SANDRO CIANCI

Care Lettrici, cari Lettori,

Quando Sara ricominciò a parlare successe il finimondo: -Il sugo!, gridò Rosvella, Sento puzza di bruciato! Ciao, Sara... Addio racconto!

 -E il mio romanzo?, dissi.

-Oh scrittore per diletto, non capisci mai! Continualo da solo il tuo romanzo.

 -A dire il vero, mi sentirei piuttosto uno scrivano per difetto…

 -Ecco, bravo: per difetto. Addio.

 Sia dunque io, caro pubblico, a narrare: Una sera di maggio, dopo la novena, venne a Sara un vento di malinconia.Andò sul colle detto dei Briganti.
(Era Sara così: quando le veniva quel vento si smatoniva e presto presto s’impoetava).

-Dove andranno le sere di maggio?, disse guardando nuvole sottilrosa sfinire all’orizzonte.
Ruppe il dolore un’apparizione (si chiamino così visioni voli e incantamenti): udì un frusciare d’ali, sentì se stessa levitare, frugolarono le viscere. Si angelicò, aperse l’ali e scese sul paese in volo.
Correva uno sciamare di scirocco e rincorrersi di voci. Sconfondeva.
(Sara fece sé bambina in un lontano Ottocento, sia esso il Sessantasei).

-Correte!
-Dove?
-Ai Palucci, ai Palucci!, gridavano le voci.

Tempo di briganti e di cafoni terron-terrati.

Ai Palucci la gente  processionava dietro una giumenta strascinante qualcosa.
Urla, schiamazzi, altri che accorrevano.
Tutta gente di paese, i terron-terrati non c’erano.

Arrivarono in piazza.
(Io, dice Sara, ero dietro a non veder-capire).
Cominciarono a suonare le campane. Piantarono un palo. Alzarono qualcosa. Avevano preso il brigante – ammazzato in gola – strascinato, legato al palo. Più forte le campane: urla, sputi, parolacce. Il cadavere aveva la testa sul petto, gli presero i capelli, tirarono: il volto di Alfredo!

-Se Dio è buono, perché c’è lo scampaforca?, chiese Sara (sia lo scampaforca il diavolo).

 Dopo quella apparizione, lesse tutto in premonizione: un’orrenda fine attendeva Alfredo.

Ebbene Sara, proprio lei, l’avrebbe salvato per amore!

Fu questo il vero inizio della storia.

(Continua)

 

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