CASTELLI DI SABBIA
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- Pubblicato: Domenica, 17 Novembre 2019 08:54
- Scritto da Nando Cianci
Classi dirigenti che dovrebbero governare cambiamenti epocali si rivelano spesso incapaci persino della piccola manutenzione quotidiana. Mentre nel senso comune sembra prevalere una sorta di nichilismo passivo. E molti intellettuali preferiscono le luci della ribalta alla fatica dello studio. Ma anche l’umanità, come la natura, conosce i suoi cataclismi. Quel che ne uscirà dipende anche da ognuno di noi.
di NANDO CIANCI
Cataclismi come quelli abbattutisi su Venezia, Matera e tante altre località, meno simboliche ma altrettanto vive, ci danno l’idea di una totale perdita di controllo dell’uomo sulla natura. Un controllo che, per la verità, non è mai esistito. Da milioni di anni la Terra conosce avanzate e ritiri di ghiacciai, espansioni e riflussi delle acque del mare. Il che non vuol dire che l’azione dell’uomo sia ininfluente sul clima. Quel che sta caratterizzando gli attuali cambiamenti climatici è un’accelerazione mai prima riscontrata, certamente frutto, almeno in parte, della vorticosa velocità che stiamo imprimendo a tutti gli aspetti del vivere umano e che comporta inevitabilmente uno sfruttamento dissennato delle risorse naturali.