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 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

PER UN'ECOLOGIA DEL TEMPO

LUMACHINAIndetta per il 6 maggio la tredicesima giornata della lentezza. Rallentare, senza aspettare segnali esterni, per godere di un presente senza rimpianti. Bastano piccoli gesti e un pizzico di fantasia.

di BRUNO CONTIGIANI

 

BRUNO1 contigianiCon il passare degli anni mi domando se sia il caso di indire ancora la Giornata della Lentezza (siamo alla numero tredici). A togliermi dall'impaccio questa volta sono stati due fattori, anzi tre.
Il primo riguarda il fatto che già in molti, avevano colto l'occasione di celebrare la lentezza in seguito alla segnalazione errata di un sito che cataloga le diverse Giornate. E anche se originato da un fraintendimento questo è un buon segnale.
Il secondo è che c'è sempre qualcuno che chiede: «Quest'anno quando sarà la giornata della lentezza?».
Il terzo, ma forse il più reale, è che sento che c'è ancora tanto bisogno di lentezza, lo vedo dalle reazioni scomposte e rabbiose delle persone, dal consumo crescente di psicofarmaci, dall'abitudine sempre più diffusa a reagire d'istinto, a risolvere ogni situazione all'istante, ascoltando le ragioni della “pancia” (non della fame), senza riflettere. Al voler ridurre tutto all'empatia, che brucia i suoi effetti in pochissime impressioni per poi trascinarci in altri momenti “di pancia”.
A suo modo la falsa partenza di febbraio è stata molto utile: ci ha spinto a fissare un criterio per la Giornata, d'ora in poi sarà il primo lunedì di maggio, che quest'anno cade il 6. Con un'avvertenza però, questa data è solo un appunto sul calendario, un post it, per ricordarci che dobbiamo rallentare. Forse più che sul calendario dovremmo appiccicarlo sul frigorifero, per averlo sott'occhio tutti i giorni dell'anno. Un magnete dedicato al Tempo. E di tempo ne sprechiamo, ma contrariamente a quello che normalmente si pensa, non perché non siamo abbastanza attivi, ma perché continuiamo a insaccare sempre più cose nella nostra giornata, ansiosi, bulimici e disordinati. Proviamo almeno il 6 maggio a praticare un'inversione a U, a operare per un'ecologia del Tempo, partendo dal nostro, che non è una risorsa infinita.
Accade che anche se sentiamo la necessità di scalare le marce e continuiamo a ripeterci che ne abbiamo bisogno, rimandiamo di volta in volta l'avvio. Invece, non dovremmo aspettare che i segnali vengano dall'esterno, o che un improvviso ostacolo della vita ci imponga di fermarci, facciamolo prima, ne guadagneremo in piacere, ci godremo un presente senza rimpianti per quanto ci siamo persi correndo trafelati, e non entreremo a far parte del gruppo degli stanchi e passivi influenced. Il 6 maggio o un altro giorno potrebbe iniziare la nostra piccola e privata festa del Tempo. Bastano un tè, un caffè in compagnia, o un piccolo gesto e un pizzico di fantasia. Noi saremo a Milano in una libreria (Hellisbook) a leggere con chi avrà voglia le pagine di un libro (Marcel Proust ci ispirerà?), con un tavolino e due sedie, e dalla vetrina faremo propaganda alla Lentezza.

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