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 NewsLetter 

Blog collettivo fondato e coordinato da Nando Cianci - Anno V

LA DURA PIOGGIA

ROBERTOA sessant’anni dalla crisi di Cuba. Le contraddizioni di un’epoca tra psicosi della guerra nucleare e crescita del pacifismo. Che scorre con la colonna sonora di Bob Dylan.

                                                  di ROBERTO LEOMBRONI

Negli anni della presidenza Kennedy, la coesistenza tra i due blocchi creati dalla guerra fredda (quello occidentale, guidato dagli USA, e quello orientale, sotto l’egemonia dell’URSS) si basa prevalentemente sull’ “equilibrio del terrore”. Pur evitando lo scoppio di una nuova guerra mondiale, esso non impedisce una serie di conflitti locali, soprattutto nel sud-est asiatico. La stessa ricerca, da parte occidentale, della pace e della distensione con l’est, d’altronde, si intreccia, da un lato, con la competizione per la conquista dello spazio, e dall’altro con l’incremento delle spese militari, non MURO DI BERLINOsenza diversi momenti di tensione con l’Unione Sovietica di Kruscëv. Al fallimento delle trattative sul problema di Berlino Ovest, e al conseguente innalzamento del “muro di Berlino” da parte dei sovietici (1961), si aggiunge l’invio di un consistente contingente di truppe americane in Indocina, in appoggio al governo anticomunista del Vietnam del Sud.
Ma il momento più drammatico nel confronto-scontro tra le due superpotenze è rappresentato dalla “crisi di Cuba”. Nel 1961, gli Stati Uniti forniscono il loro aiuto politico e militare a un gruppo di esuli anticastristi che, animati dall’intenzione di porre fine alla rivoluzione cubana, organizzano un fallimentare tentativo di sbarco armato alla Baia dei Porci. Successivamente, in seguito all’installazione sovietica a Cuba di alcune basi di lancio per missili nucleari, il presidente americano ordina un blocco navale attorno all’isola, onde KENNEDY E KRUSCEVimpedire l’attracco delle navi sovietiche, rischiando lo scoppio di una guerra. Alla fine l’URSS accetta di smantellare le basi missilistiche, in cambio dell’impegno americano a rinunciare ad azioni militari contro il regime castrista.La vicenda dei missili a Cuba, nel momento in cui scatena una vera e propria psicosi della guerra nucleare, contribuisce al tempo stesso a favorire la nascita e il rafforzamento, soprattutto negli Stati Uniti, di un’opinione pubblica pacifista, la cui consistente avanguardia è costituita dalle nuove generazioni. Testimonianze significative della rivolta non violenta giovanile emergono in particolare in una crescente diffusione della canzone di protesta, che all’inizio degli anni Sessanta, vede l’ascesa del mito di Bob Dylan. Il 22 settembre del 1962, un mese prima che Kennedy annunci in televisione la scoperta dei missili sovietici a Cuba, il cantautore propone al Carnegie Hall di New York uno dei suoi pezzi più noti, A hard rain’s gonna fall (Una dura pioggia cadrà), destinato inevitabilmente ad assumere un tono profetico. Inserito nell’album The Freewheelin’ Bob Dylan, esso nasce come adattamento letterario di una ballata scozzese, Lord Randal, risalente al XVIII secolo, diffusa anche in Germania e in Italia, di cui riprende lo schema domanda-risposta. Ma, al contrario che nella ballata originale, in cui il protagonista viene avvelenato durante una cena offertagli dalla fidanzata, nella versione di Dylan l’avvelenamento è legato a un preciso contesto sociale e politico, simboleggiato dalla “dura pioggia” che dovrebbe cadere sul mondo in seguito a un’eventuale esplosione atomica. Attraverso le parole del “figlio dagli occhi azzurri” e una serie di agghiaccianti e fantascientifiche immagini di morte e dolore, servendosi di uno stile “biblico” (si veda il ricorso ossessivo ai numeri: “dodici montagne”, “sei strade”, “sette foreste”...) che ricorda la poesia beat di Allen Ginsberg e quella dei poeti “simbolisti” francesi, Dylan delinea una vera e propria “distopia”, descrivendo gli orrori dell’olocausto nucleare, e rappresentando con efficacia, in una visione apocalittica da incubo, l’atmosfera di terrore che si respira in quei mesi nel mondo intero. Il riferimento alla “pioggia”, in tale contesto, trascende ovviamente la questione contingente dei missili cubani (non ancora a conoscenza dell’opinione pubblica) e appare piuttosto come un segno della distruzione portata dalla bomba atomica, non solo nei corpi ma anche nelle coscienze, un simbolo estremo della degradazione umana. In tal senso, le immagini della canzone evocano analoghe scene di guerra in Spagna, quali appaiono, ad esempio, nelle poesie di Federico Garcia Lorca, in Guernica di Picasso o nei dipinti di Francisco Goya. Ma essa può anche essere interpretata come un castigo divino purificatore, generatore di rinascita e di pulizia morale, in un contesto in cui anche la politica si rivela impotente, a causa della sua corruDYLANzione. Non mancano, infine, nella canzone, evidenti riferimenti al tema americano del viaggio, laddove l’abbandono del luogo materno e la ricerca di una vita migliore rimandano esplicitamente alla tradizione del blues, il cui recupero è particolarmente forte in quegli anni.

Testo, traduzione italiana e video della canzone sono sul sito:
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=3

Oh were have you been
my blue eyed son
and where have you been
my darling young one.
I’ve stumbled on the side
of twelve misty mountains.
I’ve walked and I’ve crawled
on six crooked highways.
I’ve stepped in the middle
of seven sad forests.
I’ve been out in front
of a dozen dead oceans.
I’ve been ten thousand miles
in the mouth of a graveyard

and it’s a hard it’s a hard
it’s a hard rain’s gonna fall.

Oh what did you see
my blue eyed son
and what did you see
my darling young one.
I saw a new born baby
with white wolves all around it.
I saw a highway of diamonds
with nobody on it.
I saw a black branch with blood
that kept dripping.
I saw a room full of men
with their hammers a bleeding.
I saw a white ladder
all covered with water.
I saw ten thousand talkers
whose tongues were all broken.
I saw guns and sharp swords
in the hands of young children

and it’s a hard...

And what did you hear
my blue eyed son
and what did you hear
my darling young one.
I heard the sound of a thunder
that roared out a warning.
I heard the roar of a wave
that could drown the whole world.
I heard one hundred drummers
whose hands were a blazing.
I heard ten thousand whispering
and nobody listening.
I heard one person starve.
I heard many people laughing.
I heard the song of a poet
who died in the gutter.
I heard the sound of a clown
who cried in the alley

and it’s a hard...

Oh what did you mee
my blue eyed son
and who did you meet
my darling young one.
I met a young child
beside a dead pony. 
I met a white man
who walked a black dog.
I met a young woman
her body was burning.
I met a young girl
she gave me a rainbow.
I met one man
who was wounded in love.
I met another man
who was wounded in hatred

and it’s a hard...

And what’ll you do now
my blue eyed son
and what ‘ll you do now
my darling young one.
A going back out
‘fore the rain starts a falling
walk to the depth
of the deepest dark forest
where the people are many
and their hands are all empty
where the pellets of poison
are flooding their waters
where the home in the valley
meets the damp dirty prison
and the executioner’s face
is always well hidden
where hunger is ugly
where the souls are forgotten
where black is the color
where none is the number.
And I’ll tell it and speak it
and think it and breathe it
and reflect from the mountains
so all souls can see it.
Then I’ll stand on the ocean
until I start sinking
but I’ll know my song well
before I start singing

and it’s a hard...

Traduzione italiana di Riccardo Venturi

Dove sei stato
figlio dagli occhi azzurri
dove sei stato
dolce mio figlio.
Ho inciampato nel fianco
di dodici montagne nebbiose.
Ho camminato e strisciato
su sei strade contorte.
Ho camminato nel mezzo
di sette tristi foreste.
Sono stato davanti
a dodici oceani morti.
Sono stato diecimila miglia
nella bocca di un cimitero

e una dura dura
dura pioggia cadrà.

E cosa hai visto
figlio dagli occhi azzurri
cosa hai visto
dolce mio figlio.
Ho visto un neonato
e bianchi lupi lo circondavano.
Ho visto una strada di diamanti
e nessuno vi camminava.
Ho visto un ramo nero
e il sangue ne gocciolava.
Ho visto una stanza piena di uomini
e i loro martelli sanguinavano.
Ho visto una scala bianca
tutta coperta di acqua.
Ho visto diecimila che parlavano
e le loro parole erano un balbettio.
Ho visto fucili e spade affilate
nelle mani di bambini

e una dura dura...

E cosa hai sentito
figlio dagli occhi azzurri
cosa hai sentito
dolce mio figlio.
Ho sentito il fragore di un tuono
e il suo rombo era un avvertimento.
Ho sentito il fragore di un’onda
che potrebbe sommergere tutto il mondo.
Ho sentito cento tamburini
e le loro mani erano in fiamme.
Ho sentito diecimila bisbigliare
e nessuno ascoltare.
Ho sentito un uomo morire di fame.
Ho sentito molti altri che ridevano.
Ho sentito la canzone di un poeta
che è morto nella strada.
Ho sentito il suono di un pagliaccio
che piangeva nel cortile

e una dura dura...

E cosa hai incontrato
figlio dagli occhi azzurri
e cosa hai incontrato
dolce mio figlio.
Ho incontrato un bambino
vicino a un cavallino morto.
Ho incontrato un uomo bianco
che camminava con un cane nero.
Ho incontrato una giovane donna
il suo corpo era in fiamme.
Ho incontrato una bambina
mi ha dato un arcobaleno.
Ho incontrato un uomo
che era ferito in amore.
Ho incontrato un altro uomo
che era ferito in odio

e una dura dura...

E cosa farai adesso
figlio dagli occhi azzurri
cosa farai adesso
dolce mio figlio.
Tornerò là fuori
prima che la pioggia cominci a cadere.
Camminerò nel profondo
della più profonda nera foresta
dove molti sono gli uomini
e vuote sono le loro mani
dove pallottole di veleno
contaminano le loro acque
dove la casa nella valle
è una sporca e fredda prigione
e la faccia del boia
è sempre bene nascosta
dove la fame è brutta
dove le anime sono dimenticate
dove nero è il colore
dove zero è il numero
e lo dirò e lo ripeterò
e lo penserò e lo respirerò
e rifletterò dalle montagne
così che tutte le anime lo vedano
poi starò in piedi sull’oceano
fino a quando comincerò ad affondare
ma saprò la mia canzone bene
prima di cominciare a cantare

e una dura dura...

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