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 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

STORIA DI SARAH

SARAHIl ribaltamento della quotidianità in una famiglia privata dei necessari servizi di assistenza. La dignità in risposta alla pandemia: chi fa più fatica a campare, si lamenta di meno e chiede di meno.

                          di BRUNO CONTIGIANI

 

«Me ne sono accorta quando aveva quasi un anno. All'inizio temevo che fosse sordo, poi ho pensato che non ci vedesse. Alla fine a Milano ho ricevuto al diagnosi: autismo».
A parlare è Sarah De Paoli, Sara Conl'acca per chi la conosce su Facebook.
Sarah vive con i suoi tre figli, tre cani, tre gatti e 10 tartarughe in una frazione di Borgonovo, non lontano da Ziano Piacentino, il paese dove con l'amica Marta, manda avanti da nove anni la Birreria Margherita, centro pulsante di molte attività musicali della zona.
Il suo ménage famigliare è cambiato moltissimo, ma in questo periodo, ha potuto contare sull'aiuto di Elia, 18 anni, a casa dal lavoro e di Enea, 15 anni, a casa da scuola, che hanno formato una bella squadra e si sono stretti attorno a lei e Edoardo 16 anni, autistico.
Ma partiamo dal principio, questi due mesi hanno significato lo sconvolgimento totale di una vita che aveva trovato un suo equilibrio, tra figli, bar, ex-marito, animali e casa da mandare avanti.
«All'inizio ero spaventata, ma dopo i primi tempi di confinamento, in cui ammetto di aver avuto paura, la situazione è andata pian piano migliorando».
Le chiedo come sta andando con Edoardo: «Non so se si rende conto di che cosa sta accadendo, del perché di questo cambiamento. Se da una parte per lui questo ha voluto dire averci tutti vicino, nello stesso tempo ha significato un ribaltamento drastico nella sua quotidianità, non potendo andare al centro Emma Serena (San Nicolò), non potendo essere seguito dal logopedista, dal fisioterapista, senza il rito del pulmino e senza incontrare gli altri del Centro».
E' un situazione che se è stata pesante per tante famiglie con bambini, in particolare in età prescolare, si è rivelata veramente onerosa per color che hanno visto riversare in casa tutto il peso della chiusura dei servizi di assistenza.
Sarah ha ottenuto dal Sindaco di Borgonovo il permesso di poter girare in auto con Edoardo, cosa che gli piace tantissimo e che contribuisce a rilassarlo. Con le altre mamme che hanno problemi simili ci sono scambi di messaggi e tante telefonate,
«Io in fondo sono fortunata, partivo da una condizione migliore di molte altre (sic), ma ci sono persone che stanno facendo veramente fatica a campare, sono quelli che si lamentano di meno e che chiedono di meno. Questo periodo, mi è servito, e ho capito, la differenza tra chi parla e chi fa. Prima o poi potremo riprendere anche i nostri progetti, come quello di affiancare al bar una pizzeria».
Se vi aspettavate la rappresentazione di una tragedia, tranne qualche recriminazione per i 600 euro, che non arrivano, e le bollette, che invece arrivano, con Sarah questo non funziona. La seconda fase della sua vita (fino a vent'anni è andato tutto a meraviglia) è stata particolarmente impegnativa e ora a 40, si appresta a una terza fase. Non ci sono regole particolari, che si possono trasmettere, o consigli da sfruttare, una sola forse: la vita è una e bisogna imparare a maneggiarla, trovando una soluzione per ogni problema, qualsiasi cosa accada, semplice, no?

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