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 NewsLetter 

Blog collettivo fondato e coordinato da Nando Cianci - Anno V

IL CORDONE OMBELICALE

MARIO1La diffusione dei virus è favorita da un modello economico basato sulla rapina delle risorse della Terra. Occorre fermare la guerra dell'uomo contro la Natura. La debolezza del “superministero” e la speranza nei giovanissimi.

                      di MARIO MARANO VIOLA

Il 20 febbraio 2020 passa alla storia d’Italia e dell’Occidente come il giorno della scoperta del primo contagiato dal Coronavirus, nella cittadina di Codogno, a poche settimane dall’esplosione del virus nella metropoli cinese di Wuhan.
In pochi mesi il virus ha fatto il giro del pianeta, contagiando miliardi di persone e togliendo la vita a 2 milioni e mezzo di umani.
Le istituzioni pubbliche e la comunità scientifica sono state colte di sorpresa, impreparate a fronteggiare la potenza invasiva dell’invisibile virus.
Ogni essere umano nel periodo di lockdown ha perso il diritto alla libertà di movimento e di socializzazione, ogni giovane ha perso il diritto allo studio in presenza, tutti abbiamo perduto le ore d’aria negli spazi quotidiani che ci permettevano di lasciarci accarezzare dai raggi del sole e, di riflesso, rifornirci di energia rinnovabile pulita. I detenuti che trascorrono molti anni in carcere e usufruiscono di una sola ora di aria al giorno diventano deboli per aver perduto la ricarica solare quotidiana.
Il noto virologo Peter Piot, scopritore del virus Ebola nel 1976, ha affermato recentemente che «I virus sono presenti sul pianeta Terra da milioni di anni, da molto più tempo di noi. Microscopici filamenti di codice genetico racchiusi in una sorta di guaina che, per vivere e riprodursi, hanno bisogno di un ospite vivente. Sono agili, alla ricerca del loro prossimo ospite. Non possono moltiplicarsi senza una cellula vivente. Hanno bisogno di piante, animali, esseri umani sensibili. Devono trovarli e poi passare dall’uno all’altro, di continuo. In questo momento sono circa 1.6 milioni i virus presenti sul nostro pianeta, che circolano tra i mammiferi e gli uccelli. Circa 700 mila potrebbero avere il potenziale per infettare l’uomo. Ad oggi solo 250 di essi sono stati identificati negli esseri umani. Gli altri sono ancora là fuori, non hanno fatto il salto di specie. Stiamo vivendo nell’era delle pandemie. E DEFORESTAZIONEpenso che ne vedremo sempre di più e il motivo fondamentale è che non siamo riusciti a vivere in armonia con la Natura».
Piot punta il dito sulla violenza dell’uomo contro Madre Natura. La deforestazione, con la distruzione degli ecosistemi, gli incendi boschivi, l’agricoltura chimica, gli allevamenti intensivi, la distruzione della flora e della fauna selvatica, l’inquinamento atmosferico e la crisi climatica hanno trasformato la società umana da società solidale ad esercito contro la Vita.
L’uomo ha iniziato a tagliare il cordone ombelicale con Madre Natura in tempi remoti. Per capire l’emergenza sanitaria attuale dobbiamo risalire alla prima rivoluzione tecnologica dell’antica umanità affermatasi nel Neolitico, con l’agricoltura e l’allevamento per la produzione alimentare programmata. Il primo taglio delle foreste vergini, dalle costiere ai terrazzi fluviali, con l’uccisione della fauna selvatica, segna l’inizio del salto di specie dei virus dalle piante agli animali, all’uomo.
L’archeologo e paleontologo umano Antonio Mario Radmilli, nel descrivermi la forma levigata di un’ascia neolitica, mi informava che con quell’utensile di 7.000 anni fa, l’uomo avrebbe potuto tagliare un albero di alto fusto di cm. 15/20 di diametro, in una giornata. In un mese ne avrebbe tagliati 30. Nel nostro tempo, l’uomo, con l’utilizzo della motosega, riesce ad abbattere in una giornata 300 alberi. La differenza tra la deforestazione neolitica e quella attuata oggi è abissale.
Se oggi immaginiamo di poter osservare la superficie della Terra da un satellite, scopriamo che il “mantello verde” è ridotto ai minimi termini. Siamo giunti quasi alla fine del Capitale forestale. Grandi e piccoli animali sono stati uccisi insieme agli alberi. I virus, emigrati dalle foreste agli animali, sono approdati nelle città e, come dice Piot, sono davvero tanti in circolazione.
Le epidemie e le pandemie sono state prodotte principalmente dall’uomo che ha voltato le spalle a Madre Natura.
Il Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres ha definito la nostra società, ipertecnologica e snaturata, “società suicida”. La Terra è nelle mani della finanza internazionale e la politica, anche quella democratica, è costretta a farle da sgabello. Alla finanza non interessa la qualità della vita. Negli ultimi 200 anni, ha costruito il modello economico basato sulla rapina delle risorse della Terra, imponendo il consumo di prodotti “usa e getta”.
Ogni volta che i governanti dei paesi arricchiti si riuniscono per parlare di crescita, non spiegano che gran parte della ricchezza materiale deriva dalla GUERREproduzione e vendita di armi per sostenere le 27 guerre militari in corso sul Pianeta, per il possesso di petrolio, gas, carbone, rame e legno.
Ogni anno nel mondo vengono utilizzati 2.000 miliardi di dollari per le spese militari. Una cifra spaventosa che, se riconvertita, potrebbe essere usata per il restauro di Madre Natura.
L’Italia ogni anno spende 21 miliardi di euro per la difesa, 4 miliardi per le missioni militari all’estero e 30 milioni per i cappellani militari. Mi chiedo perché l’ambientalista Papa Francesco non li abbia chiamati per missioni ecologiche.
Ogni anno i paesi arricchiti riversano 51 miliardi di tonnellate di sostanze chimiche climalteranti che aggravano la crisi climatica, peggiorano la salute delle piante, degli animali e degli umani, causando 9 milioni di morti, molti di più del Covid-19.
Di fronte alla follia della guerra a Madre Natura, l’umanità sapiente deve uscire dal suo letargo e abbandonare l’indifferenza. Questa umanità è chiamata a promuovere ed affermare il primato della Vita sviluppando la ricerca scientifica indipendente, al servizio esclusivo del benessere dell’intero sistema vivente della Terra.
I biologi che studiano la “materia vivente” ci dicono che possiamo maneggiare la complessità del nostro essere per non più del 3%. Non conosciamo il resto, cioè il 97%.
I fisici che studiano la “materia oscura” ci fanno sapere che l’umanità ne conosce appena il 5%. Non conosciamo il 95%.
L’umanità potrà liberarsi dall’oscurantismo di ritorno e dalla paura con la Conoscenza. La via maestra per trasmettere a tutti la Conoscenza è la costruzione di un nuovo sistema democratico basato sulla solidarietà, la sola capace di restituire alla politica il suo primato sulla finanza.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi si è compiaciuto per aver annunciato l’istituzione del Ministero della Transizione Ecologica. Purtroppo non è un superministero, come ha voluto farci credere, in quanto sarebbe slegato dai Ministeri della Salute, delle Infrastrutture, dell’Agricoltura e dello Sviluppo Economico.
Un Ministero così concepito contempla solo il percorso della produzione di energia da fonti rinnovabili in sostituzione delle fonti fossili, ma Draghi non ha detto che, per le biomasse, bisogna sacrificare gran parte del patrimonio forestale, per l’eolico non ha detto che bisogna sacrificare il paesaggio naturale ed agrario, per il fotovoltaico non ha detto che bisogna occupare suolo sottratto all’agricoltura. Per ridurre l’inquinamento atmosferico causato dalle fonti fossili l’unica strada percorribile è quella del fotovoltaico che dovrebbe essere installato nelle aree industriali dismesse, nei terreni resi infertili dall’eccessivo uso della chimica in agricoltura e sui tetti delle abitazioni. Con questa previsione dettagliata si può produrre energia verde senza fare danni ambientali, sufficiente al fabbisogno energetico nazionale.
Mi sarei aspettato dal Presidente del Consiglio una proposta concreta rivolta ai giovanissimi sulla qualità ambientale da costruire nel nostro Paese. Avrebbe dovuto annunciare l’impegno del suo Governo per l’igienizzazione del territorio nazionale, per combattere la pandemia e le eventuali future epidemie attraverso la bonifica dei siti contaminati terrestri e marini e la riforma sanitaria attraverso un Ministero denominato della “Salute Pubblica” collegato con il Ministero dell’Agricoltura per la qualità dei prodotti alimentari, senza più veleni per il corpo umano. Avrebbe dovuto annunciare la tutela del patrimonio forestale in base al Protocollo di Kyoto, non rispettato dai precedenti governi, e all’Accordo adottato alla Conferenza di Parigi sul clima GIOVANISSIMI(COP 21) nel 2015 per la protezione del clima in ambito nazionale e, di riflesso, in ambito globale.
Mi sento di proporre al Segretario Generale dell’ONU Guterres, persona molto sensibile e impegnata per la difesa della Terra, di costituire un “governo ombra” formato da giovanissimi, con Greta Thunberg coordinatrice, per dare consigli utili ai capi di stato per far rispettare l’Accordo di Parigi sul clima.
Mi sento anche di proporre al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi di costituire un “governo ombra” formato dai giovanissimi per dare consigli ai Ministri della Salute, dell’Ambiente, dell’Agricoltura, dello Sviluppo Economico e della Transizione Ecologica.
In questo momento storico difficile, è doveroso da parte delle massime autorità dei governi centrali di ascoltare la Voce dell’Innocenza che soltanto i giovanissimi sono capaci di trasmettere.
Concludo queste riflessioni con le parole dello scienziato Aldo Sacchetti, scomparso un anno fa, che ha dedicato la sua vita per divulgare il suo pensiero rivolto a tutti per la tutela della Vita: «Non si tratta soltanto di salvare i boschi, i fiumi, il mare, le specie in estinzione. È in gioco la nostra stessa salute, la nostra Vita. Ispiriamoci alla Terra e chiediamo conto delle offese».

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