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 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

L'INNOCENZA SALVERÀ LA TERRA

MARIO1

Dal Nord dell’Europa due messaggi profondi per la salvezza dell’umanità, che passa attraverso una buona relazione con tutto il sistema vivente. Agli annunci “verdi” dei governanti debbono seguire atti concreti e riforme strutturali. E tutti i cittadini possono fare la propria parte.

           

    di MARIO MARANO VIOLA

  

L'artista norvegese Edvard Munch denunciava, nel 1893, con il suo celebre quadro “Il grido”, l'ipocrisia del genere umano.
La giovanissima svedese Greta Thunberg, a distanza di oltre un secolo dal messaggio disperato di Munch, ha lanciato il suo grido per denunciare l'ipocrisia del potere politico finanziario dominante del tempo presente responsabile della crisi climatica che minaccia la distruzione della vita sulla Terra.
MUNCHL'uomo tremante di paura di Munch esprime il dramma collettivo dell'umanità che sconvolge il cielo che, all'improvviso, si colora rosso sangue e la terra diventa arida, color blu sporco.
Due messaggi dal profondo Nord dell'Europa per svegliare l'umanità dall'indifferenza e dalla rassegnazione, finalizzati alla costruzione delle buone relazioni tra gli uomini e il resto del sistema vivente.
Greta, consapevole della schiavitù delle classi dirigenti dei paesi ricchi (di denaro) rispetto al modello consumistico, si è rivolta alla sua generazione costruendo in pochi mesi un movimento mondiale in tutte le città della Terra contro le politiche devastatrici dei potenti (prepotenti) del mondo politico-finanziario, al fine di generare una umanità nuova, libera, creativa, capace di riconciliarsi con Madre Natura per restituirle l'Eden sacrificato sull'altare del dio denaro.
Greta e i suoi giovani vedono il futuro svanire sotto i colpi di coda del modello post-industriale che vuole annientare le ultime foreste e svuotare la Terra del suo petrolio, carbone e gas, ridurre i fiumi e i mari in cloache dei rifiuti peggiori prodotti quotidianamente dal genere umano.
GRETAGreta è delusa non soltanto da Trump e Bolsonaro, ma da tutti i capi di governo degli Stati più ricchi (di denaro) i quali, nei giorni scorsi, si sono limitati ad annunciare qualcosa di verde anziché attuare riforme strutturali di conversione ecologica dell'economia.
Dagli Stati inquinatori della Terra Greta si aspetta la chiusura graduale dei pozzi di petrolio, di gas e di carbone e la riduzione delle emissioni in atmosfera, con la limitazione del traffico stradale motorizzato, del traffico aereo e del traffico marittimo.
Dopo le manifestazioni pro clima degli studenti di tutto il mondo, le motoseghe hanno continuato a tagliare gli alberi delle foreste di ogni angolo della Terra, compresa l'Italia, e i singoli alberi delle città, delle campagne e delle montagne.
Il Presidente del Consiglio del Governo italiano, Conte, ha dichiarato di recente che vorrebbe un'Italia più verde. Bene. Dia un segnale concreto, bloccando il progetto del metanodotto Tap-Snam dalla Puglia alla Lombardia che prevede l'occupazione di suolo con la distruzione del manto forestale, delle praterie e delle terre fertili dell'Appennino.
Il ministro dell'Ambiente Costa ha fatto annunci verdi. Bene. Dica all'Anas e ai Sindaci dei Comuni piccoli e grandi di smettere di tagliare gli alberi di proprietà pubblica tutelati dalla Costituzione.
Tutti i cittadini sono tenuti a modificare i comportamenti nei confronti del clima con azioni quotidiane coerenti in materia ambientale e sanitaria.
I Comuni diano l'esempio. Basta una ordinanza sindacale per impedire il taglio degli alberi pubblici e privati sul proprio territorio. Ogni Comune, per incrementare il proprio patrimonio forestale, deve inserire nel bilancio annuale risorse da prelevare dal settore Lavori Pubblici allo scopo di estinguere la cementificazione a vantaggio dell'ossigeno e della mitigazione del clima.
L'esempio virtuoso realizzato in Europa rispetto al resto del mondo è rappresentato dai Comuni dell'Alleanza per il Clima coordinati, dal 1990 ad oggi, dal Comune di Francoforte sul Meno, la capitale finanziaria della Germania. Si tratta di una goccia nel panorama della politica delle grandi opere pubbliche divoratrici di Madre Natura, una goccia che ha già dato ottimi risultati e destinata, dopo la chiamata alle armi non violenta di Greta, ad ampliarsi.
Se tutti i Sindaci dei Comuni della Terra decidessero di aderire all'Alleanza per il Clima con azioni quotidiane concrete, l'emergenza ecologica si potrebbe superare nell'arco di 10 anni.
Il tempo che abbiamo davanti sembra non sia sufficiente a bloccare la distruzione della vita sulla Terra.
Greta ha dato il via alla prima rivoluzione globale in favore di Madre Natura. Tocca ai Parlamenti di tutti i governi della Terra considerare l'intelligenza dei giovanissimi e concedere loro il voto. L'ingresso della loro innocenza nei palazzi decisionali salverà la Terra dai disastri annunciati.

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