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 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

RIPARTIAMO DALLA STALLA

CALABRESESulle nostre tavole, con l’azione combinata di affaristi senza scrupoli e di certificatori fasulli, arriva di tutto. Per cambiare occorre guardare al biologico e al biodinamico. Ed invertire il percorso dell’antico adagio: dalla stalla alle stelle.


di CANDIDO CALABRESE

 

 

La caduta dei miti
Chi non ha avuto miti per una vita al passo con idee e desiderio di cambiamento? Credo sia destino dell’essere umano rincorrere i miti. Ognuno consciamente o inconsciamente ha i propri.
Alcuni miti musicali sono caduti nella polvere perché una voce, che ha fatto sognare tanti giovani e meno giovani, sceglie la Svizzera non per i paesaggi e le località, ma per non pagare le tasse. Un’altra che è stata quasi un simbolo degli anni sessanta, fa cadere le braccia quando afferma che ha ragione un ex ministro dalla felpa facile e dal linguaggio intriso di odio e rancore verso i più deboli e diseredati!
Eravamo quattro amici al bar, volevamo cambiare il mondo ma nel frattempo l’autore viene accusato di evadere il fisco.
Il campione della noble art che pur da pugile non ha mai dato impressione di essere un violento, si fa presentare il racconto della sua vita da… un fascista! Nella Repubblica Italiana fondata sulla Carta Costituzionale antifascista!
Insomma crollano molti miti di una vita, ci si sente persi, strani, confusi, anche se non ci sfiora l’idea di demordere.
Si, ma tutto ciò che ciazzecca con il cibo?Prosciuttopoli
E ve lo spiego subito.

Prosciuttopoli e non solo
Quasi tutti, ormai, siamo costretti a frequentare i supermercati del cibo, ove vistose scritte ci guidano verso il food! Scrivere cibo è troppo riduttivo e, se vogliamo, provincialotto. Ebbene, al banco salumi, sapendo che gli ingredienti sono carne e sale, chiedevo con una certa sicurezza: «Avete il San Daniele o il Parma?». Non sono più tanto sicuro: anche San Daniele e Parma sono caduti nella polvere!
Il rinomato prosciutto di San Daniele DOP (Denominazione di Origine Protetta) dal 1970, prodotto in questo omonimo comune di circa 8.000 abitanti, nel Friuli Venezia Giulia, in provincia di Udine, vanto dei maestri salumieri italiani è incappato in un gravissimo incidente di percorso allorquando, il 16 aprile del 2018, il Ministero dell’Agricoltura decide il commissariamento degli Istituti di certificazione sia per il San Daniele che per il Parma. Il giornalista Roberto La Pira su Il Fatto alimentare titola l’avvenimento: prosciuttopoli. C’è il sequestro (3 maggio 2018) di 300.000 cosce di prosciutto di Parma e San Daniele. Le cose vanno avanti fino al 18 settembre 2019 in cui 2.000.000 di prosciutti DOP di Parma e San Daniele sono giudicati inadatti per gli ispettori del Ministero. Vacillo e resto interdetto, ma è così.
Chi è abituato a credere nelle Istituzioni di salvaguardia della salute, ai NAS, agli Istituti certificatori di biologico (con i dovuti dubbi) è costretto a fare dietro-front e affermare a se stesso “di tutte le cose sicure, la più certa è il dubbio” (Bertolt Brecht). 
L’Odissea non è finita. Da gennaio 2020 ci sono nuovi Istituti di controllo e si è ripartiti per una produzione più idonea e controllata. Tutto risolto? Non credo e torno ad acquistare con attenzione e circospezione e, beato chi conosce qualche amico macellaio o salumiere che produce prosciutti per sé o una ristretta cerchia! Sono alla continua ricerca di piccoli produttori che non mirano alla quantità ma alla qualità. La filiera ha dei passaggi non consoni, gli allevamenti intensivi di milioni di maiali non rispettano né i suini né gli esseri viventi in genere. Le stalle piene di animali d’allevamento sono spettacolo indecoroso da far passare la fame. I metodi di *ingrasso, le razze che velocissimamente arrivano a superare i 200 kg fanno sorgere dubbi, perplessità e sgomento.
Chi consuma poca carne, e fa bene, ha bisogno ogni tanto del prosciutto crudo se preparato con carne e sale senza altri additivi. Ma se gli ingredienti recitano carne e sale e poi vengono ingrassati non si sa come, allora siamo punto e a capo! Queste note penso di inviarle sia al Consorzio del Prosciutto di San Daniele che a quello di Parma. Bisogna, inoltre, aggiungere che «intere filiere del cibo sono in mano a criminali e affaristi senza scrupoli» (cfr. Vito Teti, Il colore del cibo, pag. 46).
Una simile tragedia impone una riflessione soprattutto ai per ammonire i venditori di prodotti di scarsa qualità che fanno utili e guadagni con Biodinamicafrode. Occorre, e specialmente in questo tragico momento per l’umanità, rivedere la produzione del cibo, occorre prediligere e favorire prodotti biologici e biodinamici. Ripartendo proprio dalla stalla e aprendola, rendendola a misura degli esseri animati

Agricoltura biologica
Oggi è in forte espansione il prodotto biologico, cioè coltivato con metodi naturali e senza l’uso di diserbanti e pesticidi. Anche in questo campo ci sono molti dubbi; ci sono diversi falsi biologici. Circa i prodotti confezionati, siamo garantiti dal logo biologico della UE, quello con le stelline bianche a forma di foglia, su sfondo verde. Ogni Stato ha i propri Organismi di Controllo (OdC) che devono riportare i risultati di idoneità all’Unione Europea. Ci sono stati non appartenenti e stati appartenenti all’Unione Europea (Romania, Polonia, Ungheria), con Enti certificatori che non ispirano molta fiducia in cui si certifica tutto o quasi pur di vendere. Leggere sempre le etichette e, se la materia prima viene non dall’Italia ma da certi altri paesi, si eviti l’acquisto. E prosciuttopoli? Certo ci possono essere anche frodi in prodotti italiani ma la vicenda di Parma e San Daniele insieme ad altre, dimostra che c’è, nonostante tutto, chi vigila, controlla e interviene per salvaguardare la salute del cittadino.

Agricoltura biodinamica
Filosofia di coltura agricola che nasce nei primi anni venti del ‘900, applicando la teoria gnoseologica elaborata da Rudolf Steiner (Kraljevica 1861-Dornach, Basilea, 1925), teosofo austriaco, fondatore dell'antroposofia. Sorvolando sulla sua formazione e sulle influenze filosofiche a noi più vicine (Nietzsche, Goete) e di altre culture (pensiero indiano), ricordo che è stato un importante educatore e le sue idee, in campo pedagogico, hanno dato vita a istituzioni scolastiche private, le Waldorfschulen, alla fine del XIX secolo. Queste scuole sono attive in molte realtà del territorio italiano.
Alcuni concetti sono molto importanti per voltare pagina in questa nostra realtà avvelenata, infatti si afferma che l’agricoltura biodinamica è “una metodologia agricola fondata su solide conoscenze scientifiche”. Si parte dalla considerazione che “concimi azotati e pesticidi hanno determinato un danno ambientale dai costi non previsti e ancora difficilmente quantificabili”. Così facendo c’è “una progressiva distruzione delle risorse che sono sotto il dominio” dell’uomo. Questa tecnica filosofica si prefigge di “accrescere e mantenere la fertilità della Terra attraverso la cura del suo fattore fondamentale: l’humus, anche se non è sufficiente agli organismi viventi, ciò che vive ha bisogno di ciò che è vivo”. Bisogna tornare a usare strumenti nuovi di processi di vita della natura stessa. “Un essere vivente può trovare la propria genesi soltanto in un altro essere vivente”.
“La concimazione chimica consente, inoltre di spingere i processi produttivi della pianta ai limiti che da sola difficilmente raggiungerebbe”. L’agricoltura biodinamica guarda invece non a rese quantitative ma qualitative lavorando con le forze che ne affermano le sostanze e le organizzano. I fiori, ad esempio, esistono solo in certi momenti dell’anno e tutto ciò porta a connettersi ai ritmi in cui è immerso il nostro pianeta.

Conclusioni
Riusciremo a cambiare rotta? Riusciremo a fermare l’espansionismo rapace delle multinazionali del cibo? Riusciremo a sviluppare una Politica a fianco del biologico e del biodinamico? Riusciremo ad aprire le stalle per far pascolare liberi, finalmente gli animali che saranno il nostro nutrimento? Per non soccombere, questa è la strada da percorrere che ci porterà a cancellare l’obbrobrio dei capannoni stipati di animali che con i loro grugniti, i loro muggiti urlano e lanciano maledizioni verso il cielo. 

Fonti

  • www.biodinamica.org
  • www.treccani.it enciclopedia
  • www.summagallicana.it Ministero Agricoltura
  • Candido Calabrese, Lingua e cibo, piccolo dizionario enogastronomico abruzzese (non edito).
  • Vito Teti, Il colore del cibo, Meltemi Linee, Milano 2019.

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