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 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

TRA LUCI ED OMBRE

CASTELLO LUNIGIANASeconda e ultima puntata del viaggio in Garfagnana e Lunigiana. Tra bellezze naturali, tesori artistici e qualche trasandatezza nella gestione del patrimonio. Con una sorpresa pasquale alquanto indigesta.

 

  di ROBERTO LEOMBRONI

 

Bosco nellAbetoneTerzo giorno: Castelnuovo di Garfagnana – San Pellegrino in Alpe – Abetone – Lago Santo di Pievepelago – Castiglione di Garfagnana – Castelnuovo di Garfagnana

Partiamo per un itinerario prevalentemente montano. Imbocchiamo la strada che, inoltrandosi nell’Appennino, sale, per ripidissimi tornanti, verso il Fosso delle Radici. Nei pressi del santuario di San Pellegrino in Alpe (a 1524 metri d’altitudine), ci fermiamo per ammirare il panorama. Il vento, un po’ fastidioso, ci dissuade da una sosta più lunga.
All’Abetone (a metri 1388), uno dei pochi centri sciistici dell’Appennino, ci allontaniamo rapidamente dalle bruttissime costruzioni e dagli impianti di risalita (c’è un po’ di neve e alcune piste sono aperte), per addentrarci nella bellissima foresta di abeti bianchi e rossi. Camminiamo, tra andata e ritorno, per un paio d’ore, in pianura e leggera salita, fino a raggiuLago Santongere la località Verginetta, dove sostiamo in un’area da picnic.
Riprendendo la strada per Castelnuovo, a Pievepelago, deviamo verso il Lago Santo (a metri 1501, sotto il monte Giovo). Il posto è incantevole e stimola una gradevole passeggiata lungo il laghetto semighiacciato, nel quale si rispecchiano le maestose vette circostanti.
A pochi chilometri da Castelnuovo, scopriamo il bellissimo borgo fortificato di Castiglione di Garfagnana (colpevolmente sottovalutato dalla Guida del Touring). È una vera chicca, racchiusa tra mura lucchesi del ‘300.
Tornati alla base, a Castelnuovo, scopriamo, con disappunto, che, a parte l’imponente Rocca ariostesca (Ariosto fu governatore della Garfagnana) e un mediocre duomo, la cittadina offre ben poco.

Quarto giorno): Castelnuovo di Garfagnana – Isola Santa di Careggine – Pietrasanta – Massa – Carrara – Luni – Ortonovo

Castello di Castiglione GjpgPasqua. Dopo l’esperienza di ieri, stamattina decidiamo di non fare colazione in albergo. Scegliamo un’affollata caffetteria-pasticceria al centro di Castelnuovo. Ottimi il cappuccino e il trancio di cheese-cake, a un prezzo decisamente irrisorio.
Si parte. Ci lasciamo alle spalle la Garfagnana e, attraverso il magnifico scenario delle Alpi Apuane, ci dirigiamo verso la Lunigiana, una terra che si affaccia su ben tre regioni (Toscana, Liguria ed Emilia-Romagna). Nel cuore di queste montagne, famose in tutto il mondo per quel marmo con il quale sono state scolpite le splendide cattedrali della zona, scopriamo il pittoresco piccolo borgo medioevale di Isola Santa, frazione di Careggine, con la duecentesca chiesa di San Iacopo che si affaccia su un lago. Lo costeggiamo fino alla sorgente.
Duomo di PietrasantaUsciti dalle Alpi Apuane, arriviamo a Pietrasanta, patria di Giosuè Carducci. Percorriamo la centralissima via Mazzini e sbuchiamo nella bellissima piazza del Duomo. È circa mezzogiorno, e nella cattedrale, dalla splendida facciata, è in corso la messa di Pasqua. Dunque non è visitabile. Ne approfittiamo per consumare un pranzo mooolto alternativo: brioche con gelato in un’accattivante gelateria artigianale. Poi visitiamo gli altri edifici della piazza: il Museo dei Bozzetti (nell’ex convento di Sant’Agostino), con i suoi singolarissimi calchi in gesso di scultori contemporanei; il monumento a Leopoldo II; la cinquecentesca colonna del Marzocco (il leone simbolo di Firenze). A poca distanza dalla piazza, riusciamo a visitare il Battistero. Intorno all’una, a messa conclusa, l’amara sorpresa, condivisa con allibiti turisti stranieri: la chiesa chiude e riapre alle tre (ah, le abitudini italiote!). Rinunciamo a visitare l’interno del duomo e ci avviamo verso il parcheggio. Sorpresa ancora più amara: troviamo una multa!!! Già, perché tra migliaia di luoghi in cui il parcheggio la domenica e nei festivi non si paga, qui, a Pietrasanta, hanno deciso di fare eccezione. Che il diavolo se li porti. È di cattivo gusto smoccolare a Pasqua. Anche se in Toscana non ci fanno caso.
Massa Piazza degli Aranci 1Proseguiamo per Massa. Che, francamente, non è un granché. Carina la Piazza degli Aranci, a poca distanza dal duomo. Che, nonostante la bella facciata in marmo delle Apuane, non offre molto. Forse il monumento più interessante è la Rocca dei Malaspina (i signori della Lunigiana). Ma non possiamo provarlo. Perché, il pomeriggio, apre alle quattro!!! Altra splendida abitudine italiota. Non sono neanche le due e non abbiamo alcuna intenzione di aspettare.
Si procede dunque per Carrara (anzi Harrara). Qui è tutt’altra musica. Il duomo è veramente magnifico. Pittoresche le viuzze del centro storico, con i panni stesi. E vi si respira una corroborante atmosfera anti-clericale, repubblicana e anarchico-libertaria. Abbondano gli omaggi a Giordano Bruno, a Giuseppe Mazzini e ai tanti anarchici carraresi che si batterono per i diritti dei lavoratori delle cave di marmo.
Una sosta nell’antica città romana di Luni. Terzo impatto con le abitudini italiote. Paghiamo il biglietto (4 euro a testa), ma l’addetto alla Ortonovo di notte 1biglietteria “dimentica” di dirci che il Museo Archeologico è chiuso. Dunque i 4 euro servono solo per vedere le “quattro prete” circostanti e qualche residuo di mosaici, Francamente, molto meglio non dico Pompei o Ercolano, ma anche il Museo di Chieti.
Chiudiamo in bellezza con la scoperta del piccolo borgo ligure di Ortonovo, abbarbicato sulle colline della Lunigiana. Qui abbiamo prenotato il B&B “Al vecchio convento”, che, ovviamente, si trova nel punto più alto e panoramico del paese. Dove lo sguardo spazia dalle spiagge della Versilia al golfo di La Spezia, fino alla punta di Portovenere. Cordialissimi l’amministratore e il sacerdote (di origine guatemalteca) che ci accoglie. Purtroppo è tardi e non possono provvedere alla cena. Noi siamo affamati come lupi (ricordate la brioche con gelato?) e vorremmo fare una cena decente. Ci viene suggerita una focacceria a qualche chilometro dal paese, in una località con panorama mozzafiato. Non è proprio una cena pasquale quella che riusciamo a rimediare, ma i ravioli di carne al ragù sono veramente eccellenti. Per digerire, giriamo l’intero borgo di Ortonovo. Che di notte si rivela ancora più bello. Poi a nanna.

Quinto Giorno: Ortonovo – Fosdinovo – Sarzana – Santo Stefano di Magra – Pontremoli

Pasquetta. Ultimo giorno di permanenza. Domani si riparte. In realtà avevamo previsto di rimanere un altro giorno per visitare un pezzo di Duomo di Sarzanacosta ligure di LePontremoli vicolo del centro storicovante, fino a Portovenere. Purtroppo le previsioni meteo minacciano sfracelli proprio tra Toscana e Liguria. E qui con i temporali non si scherza. Dunque siamo costretti ad anticipare il rientro.
In quest’ultima giornata facciamo lo slalom tra le province di La Spezia e di Massa-Carrara. Si parte per Fosdinovo, simpatico borgo medioevale, dove riusciamo finalmente a visitare uno dei numerosi castelli dei Malaspina (XIII-XIV secolo, sapientemente restaurato nel 1960), con una guida toscana competente e accattivante.
Proseguiamo per Sarzana (Liguria), dove arriviamo all’ora di pranzo. Giriamo la cittadina in paziente attesa dell’apertura dei due monumenti principali: il duomo, con la magnifica croce di Mastro Guglielmo (XII secolo) e la Pieve di Sant’Andrea, risalente al X secolo, con bellissima facciata.
Dopo una breve sosta nel piccolo borgo di Santo Stefano di Magra, arriviamo a Pontremoli, ultima tappa in Lunigiana ed estrema propaggine della Toscana. Il centro storico è ricco di ponti, torri e caratteristiche viuzze con archi medioevali. L’ultima notte la trascorriamo in un’accogliente struttura agricola a Mulazzo (una frazione di Pontremoli). La mattina dopo, si riparte a malincuore, diretti verso il passo della Cisa, direzione Parma, e le trafficatissime autostrade del Sole e Adriatica, intasate dal rientro post-pasquale.   

2- fine.Per leggere laprima puntata ciccare qui

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