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 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

UNA TERRA OSPITALE

GENERICAPrima tappa di un viaggio in Garfagnana e Lunigiana, terre toscane dove si incrocia la memoria storica di diversi secoli. Terre in cui non manca nulla.

                                      di ROBERTO LEOMBRONI

 

Per le vacanze pasquali del 2019, abbiamo scelto la Garfagnana e la Lunigiana. Terre della Toscana settentrionale, che scivolano dolcemente verso la Liguria, in un paesaggio in cui non manca nulla: monti, laghi, viste sul mare, boschi, campagne, borghi medioevali e rinascimentali… Cattedrale di San Zeno PistoiaAttraversandolo, ci s’imbatte nella memoria storica di diversi secoli: dal poeta stilnovista Cino da Pistoia a Giovanni Pascoli a Giosuè Carducci. Da Ludovico Ariosto alla nobile famiglia dei Malaspina, presso i quali Dante trovò ospitalità. Dal granduca Leopoldo II di Toscana agli anarchici carraresi.
È anche una terra ospitale, che riserva squisita accoglienza al viaggiatore. I prezzi (di B&B, ristoranti, focaccerie, caffetterie…) sono molto contenuti in relazione alla qualità del servizio offerto.
Purtroppo anche queste regioni non sono state risparmiate dal degrado del territorio. Angoli stupendi e incontaminati convivono con orrende conurbazioni e con il loro corredo di centri commerciali, rotonde, capannoni (spesso dismessi), case costruite senza alcun rispetto del paesaggio, traffico di autoveicoli pesanti e leggeri…
Scorcio di Montecarlo di LuccaUn dato largamente positivo è riscontrabile altresì nel fatto che, nonostante il “cambiamento di colore” di molte amministrazioni locali, la memoria della Resistenza è sempre molto viva. Anche nel più piccolo borgo, lo attestano le numerose lapidi che ricordano i caduti nella guerra di Liberazione, e dovunque, nell’imminenza del 25 aprile, fervono i preparativi per ricordarlo. D’altronde, per chi conosce un po’ di storia, i nomi di Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Padule di Fucecchio… significheranno pure qualcosa.  

Primo giorno: Pistoia – Montecarlo di Lucca

La nostra visita ha inizio nella città di Pistoia, patria di Cino, poeta stilnovista, amico di Dante. In verità, l’approccio al centro storico non è dei migliori. Esso, infatti, appare alquanto degradato, trafficato e invaso da cattivi odori. Poi però, superato l’involucro sgradevole, si apprezza il gioiello della città: la magnifica Piazza del Duomo, contornata dalla splendida cattedrale romanica e dagli imponenti palazzi del Podestà (XIV secolo) e del Comune (XIII-XIV secolo). Altrettanto appagante è l’impatto con la basilica rinascimentale della Madonna dell’Umiltà, e con le antichissime Sant’Andrea e San Giovanni Fuoricivitas (XII secolo).
Per il pernottamento, sconfiniamo in provincia di Lucca, e scegliamo il bellissimo borgo medioevale di Montecarlo, che giriamo in notturna.

MULINO DI CHICONSecondo giorno: Montecarlo di Lucca – Pavana – Popiglio – Vico Pancellorum – Barga – Castelnuovo di Garfagnana

Si parte per un “fuori programma”. La nostalgia da ultra-sessantenni ci spinge, infatti, a non trascurare, data la relativa vicinanza, una visita a Pavana, paese natale di Francesco Guccini, situato nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, proprio al confine tra le province di Pistoia e Modena. Per arrivarci, purtroppo, dobbiamo chiudere gli occhi di fronte all’assurda e orribile conurbazione Pistoia-Montecatini. Bisogna arrivare molto vicino a Pavana perché il paesaggio appenninico diventi gradevole. Il paese è molto piccolo e non offre granché. È comunque d’obbligo la visita al “mulino di Chicòn” (dal nome del bisnonno di Francesco), dove, fino a pochi anni fa, il cantautore aveva realizzato un B&B.
TORRE DI POPIGLIORiprendiamo il nostro itinerario in Garfagnana, e scopriamo una piccola meraviglia: il paesino di Popiglio, dove è possibile ammirare la duecentesca Pieve di Santa Maria Assunta. Dopo vari Duomo di Bargatentativi (data la scarsa segnaletica), riusciamo anche a scovare le torri medioevali, resti di un’antica Rocca, situate a 811 metri, immerse nella natura selvaggia.
Dirigendoci verso Castelnuovo, capoluogo della Garfagnana, incontriamo anche un altro borgo medioevale, dal curioso nome di Vico Pancellorum, nei pressi di Bagni di Lucca. I residenti sembrano, in buona parte, stranieri (inglesi? scandinavi?). Un’indubbia vena artistica è riscontrabile nelle numerose fantasiose sculture che accompagnano la salita dalla Pieve di San Paolo (risalente al IX secolo) alla sommità del borgo.
Avvicinandoci ulteriormente a Castelnuovo, si avverte l’odore dei luoghi pascoliani. Castelvecchio, cui il poeta dedicò gli omonimi “Canti” e dove scelse di abitare. E poi il centro che gli ispirò la poesia “L’ora di Barga”. Con il suo stupendo duomo (IX-XIV secolo) che domina dall’alto la vallata e i monti circostanti. Tra l’altro è venerdì santo e, nella chiesetta sottostante, fervono i preparativi per la processione.
Arriviamo infine a Castelnuovo. Rimandiamo al giorno dopo la visita della cittadina perché siamo esausti.                                                                                                                                                                                                                                     (1-continua)

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