Questo sito utilizza i cookies per migliorare l'esperienza utente. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo.

 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

TUTTA UN'ALTRA SCUOLA

MARIO TAGLIANIQuando la famiglia è fragile, la scuola deve rispondere con il saper accogliere ogni alunno secondo i propri bisogni. Con percorsi formativi realistici.

di MARIO TAGLIANI

 

Mi è capitato tra le mani il libro di Giacomo Stella[1] ed è stato facile trovare delle somiglianze tra i DSA[2] e le ragioni per cui i miei ragazzi, quelli dell’Istituto Penale per Minori, a scuola non andavano volentieri, venivano sospesi, espulsi o addirittura promossi pur di non averli più tra i piedi. 
E’ vero, per fortuna, che tutti i ragazzi che a scuola incespicano non finiscono in galera, ma è pur vero che tutti i ragazzi che conoscono il carcere hanno vissuto un pessimo rapporto con la scuola. Vogliamo domandarci il perché?
Forse i contesti di provenienza fortemente disagiati e deprivati non sono in grado di fornire i requisiti minimi richiesti per poter accedere alla scuola primaria e, successivamente, per proseguire il percorso formativo nella scuola media.
L’ingresso a scuola diviene allora il tempo della denuncia di evidenti svantaggi. Ciò che fino ai cinque anni poteva restare sommerso, ora si svela con il titolo di inadeguatezza. Non sei pronto, non sei capace, fatichi, non segui il ritmo della classe, richiedi interventi individuali, non comprendi le consegne, hai bisogno di continue conferme, procedi a ritmo rallentato, necessiti di qualcuno che si sieda accanto a te perché non sei in grado di procedere in autonomia. Vieni giudicato incapace, inadeguato, diverso.
Come ha risposto la scuola a questi ragazzi che, oltre ad aver bisogno di una guida sicura durante la crescita fino ad allora già piena di insidie e pericoli, dimostravano evidenti problemi di apprendimento?
Qui dobbiamo essere sinceri e riflettere sulla vera “mission” della scuola.
Chi non apprende spontaneamente non può essere ignorato, perché la scuola deve occuparsi di apprendimento, deve “aiutare ad imparare”, questa è la sua vocazione. Invece, spesso, nella nostra scuola la “fatica ad apprendere” produce una “resistenza ad insegnare”; i docenti si limitano a misurare e valutare i risultati e non ritengono di dovere mettere in atto tutte quelle strategie e metodi, diversi e diversificati, per portare ciascuno ad apprendere, secondo i propri ritmi e le sue presunte capacità.
“Non c’è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra disuguali” denunciavano i ragazzi di don Milani alla professoressa.
Una scuola attenta ai processi di apprendimento è una scuola che predilige l’osservazione al giudizio, la didattica alla valutazione, la ricerca al risultato.
Se la nostra scuola fosse pronta ad accogliere ogni allievo secondo i propri bisogni, probabilmente sarebbe anche capace di aumentare l’impatto sociale delle proprie azioni formative, contribuendo a ridurre lo svantaggio sociale. Otto anni di frequenza nel primo ciclo di istruzione potrebbero rappresentare il “tempo dell’impegno” in cui, oltre a riconoscere i disagi e le incapacità, la comunità educante si prende carico dell’allievo e costruisce attorno a lui percorsi formativi “percorribili” e realistici.
Torno allora a pensare ai miei ragazzi, sicuramente difficili e problematici già all’ingresso della scuola primaria. La loro presenza in classe sarà stata sicuramente scomoda e faticosa tanto che le loro difficoltà e gli insuccessi nell’apprendimento sono diventati giudizi sulla persona. Là dove la famiglia dimostrava evidenti e gravi fragilità, la scuola dimenticava la sfida di centrarsi sull’apprendimento e rifiutava l’impegno ad accogliere.
“La vostra scuola è come un ospedale che accoglie i sani e respinge i malati!” Sono sempre i ragazzi di don Milani che parlano. Pensavamo fossero situazioni ormai superate ma che tanto sono tornate di moda.

 


[1] Tutta un’altra scuola!, Giunti editore.

[2] Disturbi specifici dell’apprendimento.

Per inserire un commento devi effettuare il l'accesso. Clicca sulla voce di menu LOGIN per inserire le tue credenziali oppure per Registrati al sito e creare un account.

© A PASSO D'UOMO - All Rights Reserved.