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 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

STREGHE E STREGONI

ROGOTra il 1400 e il 1700 decine di migliaia di persone vennero condannate al rogo per stregoneria in Europa. Spesso in seguito a delazioni molto interessate. Da un celebre libro di Jules Michelet.

 

Il solo medico del popolo, per mille anni, fu la Strega. Gli imperatori, i papi, i re, i baroni più ricchi avevano qualche dottore di Salerno[1], qualche Moro, qualche Ebreo[2], ma la gente di ogni condizione, e si può dire tutti, non consultava che la Saga[3] o saggia donna[4]. Se non guariva, la insultavano, la dicevano strega. Ma in genere, per rispetto e timore insieme, la chiamavano Buonadonna o Belladonna, dal nome che si dava alle fate.
Le accadde quanto ancora accade alla sua pianta prediletta, la Belladonna, e ai benefici altri veleni che usava, antidoti dei grandi flagelli del medioevo. IL bambino, il passante ignaro, maledice quest’erbe grigie senza conoscerle. I colori ambigui lo riempiono di terrore. Arretra, si scosta. Eppure non sono che Consolanti (Solanee), che somministrate con discrezione, hanno guarito spesso, placato tanti mali.
Le trovate nei luoghi più siistri, isolati, infidi, tra macerie e rovine. Anche in questo somigliano a chi le usava. Dove avrebbe potuto vivere, se non tra le lande selvagge, l’infelice, così perseguitata, la maledetta, la proscritta, l’avvelenatrice che guariva, salvava? (…) [Le streghe] Meritavano una ricompensa. L’ebbero. Le si pagò in torture, in roghi. Si scovarono tormenti apposta, si inventarono sofferenze. Venivano a giudizio in massa, e condannate per una parola. Mai si fu tanto prodighi di vite umane.  Per non parlare della Spagna, classica terra dei roghi, dove non c’è Moro né Ebreo senza strega, se ne ardono settemila a Trèviri, non so quante a Tolosa, a Ginevra cinquecento in tre mesi (1513), ottocento a Würtzburg[5], quasi in una infornata millecinquecento a Bamberga (due minuscoli vescovadi). Ferdinando II[6] in persona, il bigotto, il crudele imperatore della guerra dei trent’anni[7], fu costretto a sorvegliare i suoi bravi vescovi. Non avrebbero risparmiato un solo suddito. Nella lista di Würtzburg trovo uno stregone di undici anni che andava a scuola, una strega di quindici, a Baione due di diciassette, dannatamente graziose.
Si noti che in certe epoche, al solo nome di strega, l’odio uccide a capriccio. Le gelosie femminili, le bramosie maschili, fanno propria un’arma tanto comoda. È ricca’ Strega. Ha grazia? Strega. Vedremo la Murguy, una piccola accattona, segnare a morte del marchio tremendo la fronte della grandama, troppo bella, la castellana di Lancinena.
Le imputate, se possono, prevengono la tortura e si uccidono. Remy, l’insigne giudice di Lorena, che ne bruciò ottocento, di questo terrore trionfa. «La mia giustizia è tanto buona» dice «che sedici, arrestate l’altro giorno, non attesero, si strozzarono prima».
(Jules Michelet, La strega, Rizzoli, Milano, 1977, pp. 27-29)

[1] Salerno, nel medioevo la scuola medica salernitana godeva di fama europea.

[2] Mori… ebreo, gli arabi e gli ebrei di Spagna erano nel medioevo all’avanguardia in medicina.

[3] Saga, il latino, maga, indovina, mezzana.

[4] Saggia donna, in francese sage-femme significa levatrice. Qui il senso è doppio.

[5] [Probabile errore di stampa per Würzburg].

[6] Ferdinando II, (1578-1637) imperatore di Germania dal 1619.

[7] Guerra dei trent’anni, guerra di religione tra protestanti e cattolici, e di supremazia tra francesi e asburgici (1618-1648).

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