Questo sito utilizza i cookies per migliorare l'esperienza utente. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo.

 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

PICCOLI MIRACOLI

BRUNO1Il "pianeta millennial" è un'invenzione. Per capire gli altri bisogna incontrarli ed ascoltarli.


di BRUNO CONTIGIANI

  E' esistita un'epoca in cui è stato facile avere vent'anni?

   Non amo le generalizzazioni, soprattutto non amo i sondaggi che mi consegnano una cartolina, un panorama, in cui non riesco a distinguere i particolari.

   Se pensiamo, però, a noi pantere grigie o bianche, potrei rispondere di sì.

   Siamo cresciuti con genitori che potevano attingere a piccole e limitate fonti di felicità, e questo creava un clima, un ambiente in cui, quando ci abbeveravamo, la si poteva toccare, non era un continuum felice, ma quando accadeva, grazie anche al loro insegnamento, la sapevamo riconoscere.

   Come genitore non credo di essere stato in grado di fare lo stesso, la semplicità ha lasciato il posto alla quantità.

   Mai come oggi si parla di felicità, riconosciuta come un diritto naturale.

   Se guardo però ai modelli esterni vigenti, non riesco a trovare forme di felicità che non vadano oltre l'eccesso, l'esultanza manifestata esageratamente, la saturazione: la festa dell'insignificanza.

   In realtà la felicità consiste nella sua ricerca, come la bellezza del viaggio sta nel percorrerlo, non nella meta raggiunta.

   Oggi sono moderatamente felice, direi che per me è facile essere vecchio, ho imparato ad apprezzare quello che ho, a riconoscere i piccoli miracoli della vita, girando per le scuole incontro bambini interessati e curiosi. Non sono ancora entrato in contatto con il pianeta millennial, che considero un'invenzione che non ci consente di capire con chi stiamo parlando, e soprattutto chi dovremmo imparare ad ascoltare.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

© A PASSO D'UOMO - All Rights Reserved.