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 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

TIRIAMOCI SU

CAFFELa storia del caffè, una bevanda che ci accompagna da poco e che, usata con moderazione, può avere proprietà benefiche. Con controindicazioni da non trascurare.

        di CANDIDO CALABRESE

 

CANDIDOC’era e c’è ancora “il caffè d’orzo”. Chi, se c’è qualcuno che legge questa nota, ha mia provato l’orzo mondo all’anice? non è facile trovarlo ma è squisito, specialmente se risulta da agricoltura biologica. Succedanei del caffè erano poi quello che si preparava con i semi dei ceci abbrustoliti e tostati! Ma siamo in tempi bui, di miseria e di guerra.

Un po’ di storia

Alcuni affermano che la pianta del caffè sia originaria del Medio Oriente e i preziosi chicchi siano sbarcati in Europa (Venezia) nella prima metà del XVII secolo. Altri dicono che la pianta del caffè sia originaria di una regione dell’Abissinia e che, attraverso l’Arabia, si sia diffusa in diverse nazioni del mondo. Alla fine dell’800 arriva in Brasile ed oggi ne è il primo paese, a livello mondiale, per la produzione. Il medico, botanico e scienziato di Marostica, Prospero Alpino o Alpini (1553 – 1616/17) nella sua più famosa opera  De Plantis Aegypti (1591), scrive di una bevanda molto in voga in Egitto, la caova, di cui parla anche uno studioso tedesco Leonhard Rauwolf (1535 – 1596) in una sua opera del 1583. Dalla cittadina di Mokha, nello Yemen, prende il nome una qualità di caffè nota perché Pellegrino Artusi (1820 – 1911) la decanta. La diffusione nei paesi arabi è dovuta al divieto di bere alcol e, la scelta del caffè, deriva anche dalla sua azione stimolante dell’attività cerebrale senza generare il sonno. Questa esotica bevanda si diffonderà nelle capitali europee e favorirà la nascita dei locali ove si consumava (caffè e bar). I produttori di caffè sono circa un’ottantina, distribuiti tra il Tropico del Cancro ed il Tropico del Capricorno.

 Simbolo della medicina

Un moderato uso giornaliero di caffè (fino a tre tazzine) apporta benefici all’organismo umano. Ricco di polifenoli, favorisce la circolazione del sangue. Tali dosi, per chi soffre di gastrite, non sono però tollerate. Non è altrettanto tollerato da chi soffre di ipertensione arteriosa o di problemi cardiaci più in generale. Ma poi c’è chi se beve una tazzina di caffè dopo una certa ora pomeridiana, non riesce a dormire e chi, invece, prima di andare a letto si gusta la sua bella tazzina di caffè. C’è poi chi, impegnato in attività particolari, esami, lavori soprattutto a livello mentale, ha bisogno di stimoli e spesso eccede nell’uso dell’amato caffè.  

Consigli utili

Sarebbe opportuno comprare il caffè a chicchi e macinarselo in casa. Sono contro le cialde perché inquinano e non sempre è chiaro il contenuto. Al bar evitate di prendere il primo o i primi caffè che escono da una macchina appena accesa; rischiate di bere una…ciofeca!

Ci sono due specialità di caffè: l’arabica e la robusta.

L’arabica è più costosa. È caffè raccolto in terreni che vanno da un’altitudine di 600 a 2000 metri s.l.m. e contiene meno caffeina.

Il caffè, denominato di qualità robusta, costa meno, contiene più caffeina e viene raccolto in terreni che vanno da un’altitudine di 200 a 600 metri s.l.m.

Il caffè, indipendentemente dai suoi effetti positivi o negativi sull’organismo umano, è una cosa buona e piacevole. Immaginate se avessimo tenuto chiuso i porti e ne avessimo impedito l’arrivo?

Etimologia. 

La voce “caffè”, indica sia la pianta, sia la bevanda ed anche il locale ove si consuma.  “Dal turco kahvé che è dall’arabo kahwa, bevanda eccitante” (cfr. Gabrielli, Dizionario della Lingua Italiana, pag. 304).

Bar, invece, dall’inglese bar, propriamente “sbarra, balaustra” che divide i consumatori dal banco di mescita; poi il banco stesso e quindi il locale stesso (cfr. www.Treccani.it) .

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