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 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

LO SCRIGNO DELLA SALUTE

CANDIDOIl significato simbolico del melograno e le sue proprietà salutari: dalla mitologia ai giorni nostri.

   di CANDIDO CALABRESE

 

 

Dalla mitologia alla simbologia cristiana

MELOGRANOI chicchi di questo frutto, nell’antica Grecia, erano il simbolo del matrimonio, dell’amore eterno,  rendendo indissolubile l’unione tra i coniugi. Plutone, innamorato follemente di Proserpina/Core la rapisce e, facendo aprire la terra, la fa precipitare nel suo regno sotterraneo. Per legarla a sé le offre alcuni chicchi di melagrana. Accanto a questa mitica credenza c’è la storia di Side, moglie dell’affascinante Orione, che osa sfidare Hera (Giunone nella liturgia dell’antica Roma) in una gara di bellezza. La moglie del sommo Giove punirà la sfacciata e presuntuosa Side e la scaraventerà nel regno di Plutone, negli inferi, trasformandola in una melagrana. “La melagrana rappresenta l’unità, nella fede, fra popoli e culture diversi, la fecondità e l’abbondanza, come raffigurato in tante iconografie religiose” (fonte Liberetà, n. 11/18 pag. 78).

In botanica

Il melograno appartiene alla famiglia delle Punicacee, perché ritenuto di origine fenicia ed il suo nome scientifico è Punica granatum L. Originario della Persia, era conosciuto dai Greci e dai Latini (cfr. O. Redon – F. Sabban – S. Serventi, A tavola nel Medioevo, pag. 112). In Italia si coltivano qualità agro-dolci o dolci (dente di cavallo, neirana, profeta partanna, selinunte, ragana, racalmuto), adatte al consumo fresco.

Nella medicina 

I chicchi di melograno hanno proprietà astringenti e diuretiche, sono composti per l’80% di acqua con basso apporto calorico. Contengono potassio, fosforo, vitamine A,B, C e E, aiutano la circolazione sanguigna, favorendo il controllo del colesterolo cattivo (LDL). I chicchi sono ricchi di antiossidanti. Insomma un vero e proprio scrigno per la salute.   

In Cucina

I frutti sono usati per la produzione di succhi e sciroppi, granatine, marmellate. Le radici per prodotti cosmetici. I melograni si raccolgono nei mesi di settembre, ottobre e novembre conservandosi fino a gennaio. Una volta si appendevano nelle cantine. Buoni da gustare aprendoli, prendendo con le dita i chicchi (gli arilli) e gustandoli uno per uno mangiando anche il nocciolino o eliminandolo se proprio dà fastidio. A ricordo del mito greco/latino della indissolubilità, oggi, in un mondo in cui il linguaggio è fatto quasi sempre di immagini, sms, foto…, si può sostituire una ormai non più attuale dichiarazione d’amore, con un “risotto al melograno” da preparare e offrire all’amata/o; ammesso che, chi riceve l’omaggio culinario, conosca il significato mitologico e la simbologia del melograno!

Etimologia

Dal latino malu(m) granatu(m). Nell’antica Roma era anche chiamato malum punicum evidentemente perché ritenevano il melograno di origine fenicia.

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