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 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

LO SCOPO FINALE

APE2L’ape posata su un fiore ha punto il bambino. E il bambino ha paura dell’ape, dice che lo scopo dell’ape è quello di ferire la gente. Il poeta ammira l’ape che s’immerge nel calice del fiore e dice che lo scopo dell’ape è quello di assorbire l’aroma dei fiori. Un apicultore, osservando che l’ape raccoglie il polline dei fiori e lo porta all’alveare, dice che lo scopo dell’ape è quello di raccogliere il miele. Un altro apicultore, studiando più da vicino la vita dello sciame, dice che l’ape raccoglie il polline per nutrire le giovani api e far nascere la regina, che il suo scopo è quello di continuare la specie. Il botanico osserva che, volando sui pistilli col polline di una

pianta dioica, l’ape la feconda, e il botanico vede in ciò lo scopo dell’ape. Un altro, osservando la trasmutazione delle piante, vede che l’apecontribuisce a questa trasmutazione, e questo nuovo osservatore può dire che in ciò consiste lo scopo dell’ape. Ma lo scopo finale dell’ape non è né questo, né quello, né un terzo che possono essere scoperti dall’ingegno umano. Quanto più l’ingegno umano si eleva nella scoperta di questi scopi, tanto più è evidente per lui l’inaccessibilità dello scopo finale.

L’uomo giunge solo ad osservare la concordanza della vita delle api con gli altri fenomeni della vita. E così è per gli scopi dei personaggi storici e dei popoli.

(da Lev Tolstoj, Guerra e pace, Einaudi, Torino, 1990, vol. II, p. 1332).

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