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 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

FREUD L'IROCHESE

IROCHESEL'interpretazione dei sogni e i desideri inconsci nella cultura degli Indiani d'America. Che, in questo campo, nel Seicento erano più avanti degli europei. Da un libro di W. E. Washburn. 

Nel 1649, parlando degli Uroni, il padre gesuita Ragueneau descrive la teoria irochese dei sogni, e dal linguaggio usato dal sacerdote, che Anthony Wallace ha paragonato a quello di Freud, traspare la modernità della teoria. Dopo aver commentato i desideri manifesti del sogno, Ragueneau nota che gli Uroni «credono che le nostre anime posseggano desideri che sono, per così dire, innati e nascosti. Dicono che questi provengano dalle profondità dell’anima e non passino attraverso la nostra consapevolezza bensì attraverso un certo trasporto cieco dell’anima verso certi oggetti; questi oggetti possiamo chiamarli, usando il linguaggio della filosofia, Desideria innata, per distinguerli dai primi che sono chiamati Desideria elicita.
Essi credono che la nostra anima faccia conoscere questi desideri naturali per mezzo dei sogni, che sono il loro linguaggio. Di conseguenza quando questi desideri vengono adempiuti, l’anima è soddisfatta; se non le viene accordato ciò che desidera, l’anima si adira e non soltanto non dà al corpo il benessere e la felicità che desidera procurargli, ma spesso si rivolta addirittura contro il corpo causando varie malattie e perfino la morte». Ragueneau riferisce anche che certi uomini di medicina acquistavano credito con la propria abilità di interpretare i desideri riposti rappresentati nei sogni dei bambini e dei malati.

Wallace è arrivato alla conclusione che gli Irochesi avevano raggiunto intuitivamente un alto grado doi progresso psicologico, arrivando a riconoscere le parti consce ed inconsce della mente. Conoscevano la grande forza dei desideri inconsci, erano consapevoli che la frustrazione di questi desideri poteva causare malattie mentali e fisiche (psicosomatiche). Avevano capito che questi desideri venivano espressi in forma simbolica nei sogni e che da solo l’individuo non riusciva sempre ad interpretare adeguatamente questi sogni. Avevano notato la distinzione tra il contenuto manifesto e quello latente dei sogni e per scoprire il significato nascosto impiegavano una tecnica che ricorda quella delle libere associazioni. Sapevano anche che il modo migliore per dare sollievo ai disturbi psichici e psicosomatici era di soddisfare i desideri repressi, direttamente oppure in maniera simbolica. Sarebbe giusto affermare che gli Irochesi e le altre culture indiane del XVII e XVIII secolo possedevano una maggiore comprensione della psicodinamica di quanto non avessero gli illuminati europei dell’epoca.
(Wilcomb E. Washburn, Gli Indiani d’America, Editori Riuniti, Roma, 1981, pp. 40-41)

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