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 NewsLetter 

Blog collettivo - coordinato da Nando Cianci

GUARDA CHE LUNA

LUNACredenze antiche legate al nostro satellite, nate nell’antichità, persistono anche ai nostri tempi. Il legame tra fasi lunari e aspetti della vita umana e della natura. Da un testo di Afonso M. Di Nola.

Un’altra antica credenza, tuttora diffusa nei centri rurali, riguarda la stretta connessione fra la luna e le cose terrestri, gli uomini, gli animali, le piante e i loro comportamenti in una concezione che si riferisce all’azione parallela fra corpi celesti e il mondo terrestre. La luna viene, a questi fini, considerata un vero e proprio pianeta, che esercita particolari influenze. La simpatia si esprime prima di tutto nel senso che la luna calante corrisponde a una fase di diminuzione e rischio, al contrario della luna crescente e piena, che esprimono pienezza e potenzialità. Questa è una norma che, però, comporta molte eccezioni.
tale azione si sviluppa sulla crescita e semina delle piante, sul tempo meteorologico e sulla pioggia, sugli uomini e sulle malattie, sul loro sviluppo e sulla guarigione, sull’origine delle acque, sulla mestruazione, sula donna vergine o gravida, sulle stesse strutture psichiche (lunatismo, licantropia, mal di luna, umore). In alcune religioni la luna è considerata base dell’intera vita cosmica. Nelle culture degli allevatori, la luna diventa il deposito del germe animale, la forza che determina l’inseminazione delle madri animali, la loro gravidanza, il parto e, in conseguenza, l’abbondanza e la prosperità del gruppo. In un inno dell’Avesta, il libro sacro della popolazione iranica antica, è detto: «Quando la luce della luna rischiara, / allora da lei scendono, quasi pioggia, piante dai colori dorati, / crescono nei tempi loro assegnati. / […] Voglio onorare la luna che contiene il germe del bestiame, / essere divino, maestoso, / che spande le acque e la luce, / pieno di fulgore, costantemente in moto, / sorgente di ricchezza, soccorrevole, dispensatrice di favori per tutte le creature, /genio che fa crescere la verdura, / che spande i beni e guarisce i mali» (Yest, VII, 1-6).
Le interazioni far luna e mondo sublunare appartennero, nell’antichità, a una scienza universalmente riconosciuta e attualmente residuano soltanto, ma molto diffusamente, nelle credenze popolari urbane ed agro-pastorali. Appunto in queste credenze, il rapporto più rilevante è riconosciuto fra la luna e la donna, i ritmi biologici della quale, principalmente la mestruazione, il concepimento e la gravidanza vengono considerati strettamente connessi al satellite […] I feti sono maschi se concepiti prima del plenilunio, femmine se concepiti dopo, mentre vi sarebbe una relazione fra le fasi lunari e l’epoca del parto. […]
Nella Campania, ma anche in tutte le regioni meridionali, gli alberi non si potano a luna crescente, altrimenti, quando essi vengono «maritati» alle viti o ad altre piante, la frutta facilmente si guasta. Parimenti il maiale va ucciso a luna mancante e tutti gli insaccati vanno lavorati nello stesso periodo. Anche il vino dell’annata precedente si travasa nella prima «mancata» di marzo, in una giornata limpida. A luna crescente si preparano i semenzai, mentre a luna calante si piantano cipolle e cavolfiori. In Abruzzo a chioccia non va messa a covare nella prima fase lunare, altrimenti, i pulcini soffrirebbero il torcicollo e morirebbero. Bisogna preparare le bottiglie di pomodoro a luna nuova, altrimenti si guastano. I legumi non vanno seminati a luna crescente.

(Alfonso M. Di Nola, Lo specchio e l’olio. Le superstizioni degli italiani, Laterza, Roma-bari, 1993, pp. 91-93)

   

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